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PostHeaderIcon “Comando e Controllo” e ARI-RE

Cari amici, vorrei parlare di ARI-RE, rivolgendomi però idealmente non solo agli aderenti di tutta Italia, che sembra ammontino a più di 4500 su un totale di circa 14000 soci.

4500 e più aderenti all'ARI-RE rappresentano quasi un terzo dell'intero corpo sociale e quindi le loro attività meritano la dovuta attenzione e considerazione anche dall'interno dell'Associazione, visto che all'esterno questo in molti casi avviene già.

Queste mie note sarebbe opportuno che venissero lette anche da altri Soci della nostra Associazione e meditate.

Prima di addentrarmi nell'argomento ARI-RE vorrei introdurre alcune nozioni utili, a mio parere, per chiarire la posizione di ARI-RE nel contesto della Protezione Civile nazionale e regionale.

Vi devo parlare di “Comando e Controllo” ovvero di “C2”, e di “C3”. Questi acronimi ricorrono spesso nelle cronache riferite a eventi bellici nei vari scenari mondiali anche recenti, ma non sono normalmente conosciuti se non da chi proviene dal mondo militare..

Quando nel mondo si accende un conflitto, i telegiornali ne parlano diffusamente e sempre nelle primissime fasi di essi riportano che almeno uno dei due contendenti cerca di neutralizzare velocemente i centri di “Comando e Controllo” dell'altro. Ma vediamo di spiegare cosa sono i Centri di Comando e Controllo, visto l'interesse che essi suscitano nei contendenti. Vi propongo un semplice schema, che mi aiuterà nella spiegazione.

Il semplice schema rappresenta un” Sistema di Comando e Controllo” generalizzato, vediamo come funziona: a fronte di un EVENTO rilevato, viene inviata una segnalazione all'Ente decisionale che “pensate” le azioni necessarie a fronteggiare l'evento, mobilita le risorse a disposizione.

L'intervento delle risorse sull'evento ne modifica le caratteristiche; la modificazione intervenuta viene nuovamente notificata all'Ente decisionale che valuta se continuare, modificare o cessare l'intervento delle risorse.

Come si nota, si instaura un circuito virtuoso, un feedback positivo, indispensabile a fronteggiare efficacemente un evento.

L'acronimo C2 significa “Comando/Controllo” mentre C3 significa “Comando/Controllo/Comunicazioni e rappresenta l'evoluzione nel tempo del sistema C2.

Balza subito all'occhio che non esiste la possibilità di funzionamento di un sistema C2 o C3 senza il trasferimento sicuro e tempestivo di notizie e comandi reso possibile da un sistema TLC dotato di grande resilienza.

Le applicazioni dei sistemi C2 e C3 sono ovviamente infinite e non limitate a campi specifici come il settore militare o quello della Protezione Civile; sotto altre forme anche il nostro sistema immunitario funziona applicando lo stesso principio: sensori nel nostro corpo avvertono attacchi di agenti patogeni esterni, inviano segnali al cervello che mette in moto le difese immunitarie fino a quando servono...

Il “Comando e Controllo” è diventato una scienza, e su di esso sono stati scritti, in particolare negli Stati Uniti, innumerevoli trattati dedicati al settore militare, in particolare dopo il tragico evento dell'attacco giapponese alla flotta americana a Pearl Harbor nel Dicembre 1941.

L'evento viene riportato da tutti trattati come fatidico esempio di un sistema C3 che non ha funzionato a causa del sistema di telecomunicazioni assente in quel frangente, intercettazioni radio e avvistamenti radar non inoltrati e, essendo domenica, la stazione radio H5 che teneva i collegamenti fra le Hawaii e il Pentagono era chiusa; la notizia arrivò in USA con grande ritardo tramite...un telegramma postale...!

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli anni della guerra fredda, tutta l'Europa occidentale era costellata di Centri C3 collegati fra loro da giganteschi sistemi di TLC in Troposcatter, (vedi la postazione ARI del Monte Giogo).

Queste nozioni storico-sistemistiche, pur affascinanti, non vogliono annoiare il lettore, al contrario, intendono evidenziare con la massima chiarezza l'importanza estrema delle telecomunicazioni nel settore che ci interessa da vicino, quello della Protezione Civile e del coinvolgimento dell'ARI-RE.

Comunque, ora siete in grado di interpretare il significato della parola “DICOMAC” (Direzione Comando/Controllo) del Dipartimento di Protezione Civile.

La Protezione Civile Italiana, è un organismo destinato a prevenire e ad intervenire in occasione di eventi calamitosi sull'intero territorio nazionale (previsione-prevenzione, intervento, ripristino della normalità); essa è dotata di notevoli risorse strumentali ma di limitate risorse umane in “servizio permanente”.

E' un grande esercito praticamente senza soldati.

Quando si manifesta la necessità, scatta il meraviglioso meccanismo del Volontariato e un grande numero di risorse specializzate e coordinate dalle loro Associazioni si mettono a disposizione dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni.

Sorgono come per magia, tendopoli, ospedali da campo, cucine, servizi e si ristabiliscono anche le telecomunicazioni quando l'evento le ha interrotte.

Un miracolo, in questo mondo di egoismi e meschinità!

Da sempre, ARI è stata in prima fila nell'accorrere in aiuto alle popolazioni colpite da calamità: dall'alluvione del Polesine, al terremoto del Friuli, dell'Irpinia, de L'Aquila ed in molte occasioni minori, conscia che l'intelligenza dei soccorsi passa necessariamente attraverso i sistemi di TLC e ha ritenuto un dovere mettere le capacità indiscusse dei suoi soci al servizio della comunità.

Dai primi interventi non strutturati e basati unicamente sull'iniziativa di piccoli gruppi di radioamatori (la Protezione Civile non esisteva ancora), ARI ha cercato di darsi una sua struttura operativa omogenea a livello nazionale al fine di uniformare le caratteristiche operative e di adottare protocolli condivisi.

Nel contempo alcune leggi dello Stato (D.P.R . 1966, Legge Togni 1974) sancivano l'impiego dei Radioamatori a supporto delle organizzazioni statali in caso di emergenza e ARI venne a tutto titolo inserita nel registro nazionale del volontariato allestito presso il Ministero Interni - Protezione Civile in Roma.

La struttura operativa fu, per alcuni anni, denominata” CER” (Corpo Emergenza Radioamatori) modificata in seguito in “ARI-RE” (Radiocomunicazioni in Emergenza).

Ma lo scopo di queste mie note non è quello di scrivere la storia dell'ARI-RE; vorrei piuttosto cercare di capire se l'attuale impostazione, e struttura, sono al passo con l'evoluzione dell'organizzazione della Protezione Civile Italiana.

In altre parole, capire se e come ARI-RE può essere d'aiuto alle strutture Istituzionali in occasione di emergenze sul territorio nel contribuire a mantenere attivo il flusso informativo dei vari centri di Comando e Controllo coinvolti nell'evento.

Negli ultimi anni la PC ha vissuto un'importante evoluzione generata dalle molteplici esperienze maturate durante eventi emergenziali avvenuti sul territorio nazionale. Pur restando indiscussa la competenza degli Enti Governativi nella gestione di un evento critico, attraverso la struttura da tempo prevista e consolidata che si realizza sul territorio in emergenza con l'attivazione dei CCS (Centro Coordinamento Soccorsi presso le Prefetture), dei COM (Centro Operativo Misto), dei COC (Centro Operativo Comunale), di eventuali PCA (Posto Comando Avanzato) etc., l'effettiva messa in campo di risorse umane e strumentali viene devoluta alle Regioni.

Le strutture di Protezione Civile Regionali/Provinciali, pur disponendo di notevoli risorse strumentali, mezzi tecnici speciali, materiali di casermaggio di ogni tipo, e di esperti Funzionari dedicati, deve poter contare sulle indispensabili forze del Volontariato.

I “soldati” a cui accennavo in precedenza: esperti nel ristabilire linee elettriche, instancabili nell'erigere tendopoli dotate dei servizi indispensabili, nel gestire mense ed ospedali da campo e offrire assistenza di ogni tipo agli sfollati nei campi.., e riattivare e gestire servizi di TLC.

Ovvia quindi la gestione da parte delle Regioni delle Forze del Volontariato.

La Regione Lombardia, ha istituito allo scopo, un apposito “Albo Regionale del Volontariato” articolato in “Sezione Regionale” e “Sezioni Provinciali”, nel quale sono schedate tutte le Associazioni Lombarde e i loro Volontari Associati.

Ritornando allo scopo principale di queste mie note, dopo le premesse di cui sopra, necessarie a mio avviso per inquadrare la situazione, descrivo come ARI-RE collabora attualmente con le strutture di Protezione Civile Lombarde, Regionali e Governative.

• Regione Lombardia gestisce la PC nel territorio Lombardo avvalendosi di una moderna Sala Operativa Regionale situata in Milano presidiata H24 tramite la quale esercita azioni di monitoraggio continuo di situazioni geologiche critiche in atto sul territorio e gestisce, in tempo reale, eventuali altre situazioni emergenziali. A livello TLC, dispone di una rete radio regionale del tipo isofrequenziale, articolata su quattro canali radio in gamma VHF che permette, tramite un congruo numero di ripetitori, il collegamento in fonia con i capoluoghi di Provincia, mezzi mobili e portatili; dispone pure di un accesso ad una rete satellitare fissa e mobile che permette collegamenti in fonia, video e dati con il Dipartimento in Roma e altri utenti della stessa rete come ad esempio le Prefetture o le Sale Operative di altre Regioni.

 

• Regione Lombardia dispone di una efficiente Colonna Mobile.

Regionale (CMR) che è in grado di attivarsi e partire in poche ore verso una località in emergenza ed è in grado di offrire immediata assistenza alla popolazione e porre le basi per un successivo intervento massiccio di aiuti.

Nella CMR è presente la componente TLC.

Attualmente anche le Province Lombarde si stanno rapidamente dotando di analoghe strutture (Sale Operative Provinciali e Colonne Mobili Provinciali) che possono intervenire a supporto/completamento/avvicendamento della CMR.

• A livello Governativo, nelle città capoluogo delle Province Lombarde presso le Prefetture, sono presenti i CCS (Sala Decisioni) e, in caso di emergenza, possono essere attivati dal Prefetto i COM /COC/PCA necessari.

A livello TLC, la Prefettura di Milano si avvale per comunicazioni d'emergenza fra Enti milanesi e FFOO, di una rete Tetragestita dal Comune di Milano e di una stazione satellitare terrestre della rete nazionale; non ho notizia di sistemi TLC proprietari utilizzabili dalle altre Prefetture della Lombardia, con esclusione della stazione terrestre satellitare e dei sistemi TLC delle Forze dell'Ordine.

In questo contesto ARI-RE Lombardia, in armonia con le direttive Ministeriali a suo tempo emanate, relativamente alla suddivisione dei compiti fra le Associazioni di Radioamatori cooperanti con la PC, è attiva su tre direttrici principali:

 

• Assicurare i collegamenti alternativi d'emergenza della rete di Primo Livello che sono i collegamenti fra le Sale Operative degli Enti fra loro, in Milano essi sono: la Sala Operativa Regionale, La Sala Operativa della Provincia di Milano, la Sala Operativa della Prefettura, eventuali Sale Operative delle Province /Prefetture lombarde, PCA (Posto Comando Avanzato) assicurare inoltre il collegamento con il Dipartimento in Roma.

 

• Assicurare i collegamenti alternativi d'emergenza della rete di Secondo Livello che sono i collegamenti fra Sale Operative degli Enti ed i COM/COC attivati sul territorio.

I collegamenti alternativi di primo e secondo livello, sono classificabili di tipo “territoriale” fra punti fissi e destinati ad assicurare la continuità del “Comando e Controllo” fra Enti Decisionali istituzionali.

 

• Assicurare i collegamenti necessari durante l'operatività della CMR; sono collegamenti realizzati dalla componente ARI-RE in CMR, normalmente fra il campo e la Sala Operativa Regionale, eventuali collegamenti con la Prefettura della Provincia in emergenza, Dipartimento in Roma ed eventuali COM/COC attivi.

Compito ulteriore della componente ARI-RE in CMR, è la gestione della Gateway satellitare mobile regionale per il collegamento in fonia/video e dati sulla rete nazionale. Per queste attività, ARI-RE Lombardia /CRL, ha stipulato una convenzione con la Regione Lombardia e ha avuto in comodato d'uso alcuni mezzi mobili attrezzati.

Per le attività in CMR ARI-RE Lombardia, ha selezionato operatori particolarmente esperti e li ha dotati di dispositivi di protezione individuali (DPI) a norme.

ARI-RE Lombardia, non esercita altri collegamenti che possono essere classificati come “collegamenti tattici”, ovvero collegamenti fra operatori sul campo; essi sono attribuiti ad altre Associazioni analoghe. Possono comunque essere richiesti ad ARI-RE, in casi di particolare necessità.

Ho cercato di evidenziare come ARI-RE Lombardia, opera nella propria regione; questo è il risultato di circa 30 anni di collaborazione con le strutture regionali di PC, di addestramento degli operatori, aggiornamento tecnologico, di continuo supporto specialistico ai Funzionari regionali.

Spero che anche ai Soci ARI più scettici, e qualche volta “infastiditi”, dalle attività che altri soci ARI perseguono nel settore della PC Italiana, si sia evidenziata l'importanza di quello che essi fanno per il bene della Comunità.

Spero pure che anche il CD Nazionale, ne sia convinto e decida una volta per tutte che il tema del “rinnovo” di ARI-RE, debba essere affrontato con responsabilità e professionalità.

Penso che le attività di ARI-RE, debbano essere uniformate a livello nazionale e “agganciate” principalmente alle attività regionali che ormai si esplicitano attraverso le Colonne Mobili Regionali e Provinciali e che permettono alle componenti ARI-RE locali, di accedere a convenzioni tramite le quali godere di sovvenzioni e dotazioni di mezzi di cui altrimenti la nostra Associazione non potrebbe disporre.

Attività autonome di ARI-RE, non integrate in strutture logistiche, che assicurino la capacità di operare ai propri volontari durante la missione (vitto, alloggio, assistenza sanitaria) sono da sconsigliare o da evitare.

Inoltre, la recente Direttiva emanata dalla Presidenza Consiglio dei Ministri “Indirizzi operativi per il superamento delle emergenze”, recita chiaramente che compete alle Regioni “...l'attivazione e il coordinamento delle reti di emergenza dei Radioamatori”.

Penso, infine, che ARI-RE Nazionale abbia il dovere civico di offrire il suo supporto specialistico alla PC, ma che debba rivedere la sua struttura operativa, alla luce di quanto sopra evidenziato.

Il CDN dell'ARI, dovrebbe prendere in considerazione l'opportunità di organizzare un gruppo di lavoro formato da un rappresentante dell'ARI-RE del Nord, uno del Centro, uno del Sud e uno delle Isole, coordinati da una persona opportunamente scelta, “primus inter pares”, per adeguare l'ARI-RE alla nuova realtà della PC italiana, in modo finalmente uniforme sull'intero territorio nazionale.

Non penso che la soluzione sia l'elezione di un Coordinatore Nazionale, che non avrebbe alcuna reale possibilità di operare da solo in un contesto nazionale.

Acronimi

CCS: Centro Coordinamento Soccorsi
COM: Centro Operativo Misto
COC: Centro Operativo Comunale
PCA: Posto Comando Avanzato
SOR: Sala Operativa Regionale
SOP: Sala Operativa Provinciale
CMR: Colonna Mobile Regionale
CMP: Colonna Mobile Provinciale
FFOO: Forze Dell'ordine
C2: Comando e Controllo
C3: Comando Controllo e Comunicazioni
PC: Protezione Civile

Ettore Trabattoni, I2EDU