Diritto all'antenna

 

Autori: M. Martinucci, I7WWW

 

Pagine: 300

 

Prezzo: € 30,00 + sp. sped 

 

Il diritto all’installazione dell’antenna scaturisce dal più ampio diritto della libertà d’espressione del proprio pensiero contenuto nell’articolo 21 nella nostra Costituzione. La nascita della radio, come mezzo di diffusione di notizie e musica, nacque ufficialmente nel 1925, con le prime trasmissioni dell’U.R.I. (Unione Radiofonica Italiana), poi divenuta E.I.A.R. (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) e successivamente R.A.I. (Radio Audizioni Italiana), fino a diventare l’odierna RAI (Radiotelevisione Italiana). Ma già prima del 1925 vi erano i primi apparecchi di ricezione delle radiodiffusioni, in particolare per le trasmissioni provenienti dall’Inghilterra e dalla Francia.
Sorsero allora i primi problemi per l’installazione degli “aerei” per la ricezione dei programmi. Gli “Aerei” (così venivano chiamate le prime antenne) erano costituiti da lunghi conduttori metallici, in genere in rame o in bronzo fosforoso.
La loro installazione sui tetti prevedeva l’uso di pali in legno e percorsi piuttosto lunghi, in modo che gli stessi aerei potessero captare il massimo dell’energia a radiofrequenza, in considerazione della bassa sensibilità dei ricevitori allora disponibili.
Con Regio Decreto 3 agosto 1928, n. 2295, vennero emanate le norme per l’installazione degli aerei, vere e proprie norme tecniche per l’installazione, oltre che norme giuridiche cui bisognava adeguarsi. Ma non vi era nessuna legge che prevedesse il diritto all’installazione dell’aereo da parte dell’utente radiofonico, salvo un generico diritto all’uso di apparati destinati alle radioaudizioni contenuto nella Licenza rilasciata dal Ministero delle Poste e Telegrafi del tempo, dietro il pagamento di un canone che includeva l’abbonamento alla U.R.I.
Bisognerà attendere il 1940 (Legge 6 maggio 1940 - Codice Postale e delle Telecomunicazioni - Gazzetta Ufficiale n. 138, del 14 giugno 1940) per avere una norma specifica che prevedesse tale diritto
Analoghi problemi crearono anche le installazioni delle antenne dei radioamatori che avevano la doppia funzione di ricevere e trasmettere informazioni per mezzo di onde elettromagnetiche.
Il contenzioso volgeva sulla funzione “trasmittente” dell’antenna che non era, per “interpretazione letterale della norma”, inclusa tra le funzioni previste dalla Legge 6 maggio 1940 (sola ricezione).
L’avvento delle trasmissioni televisive ha creato ulteriori problemi interpretativi, in quanto la legge precedente riguardava gli “aerei” destinati alla ricezione delle trasmissioni radiofoniche e non quelle… televisive. Ulteriore contenzioso ha portato a sentenze varie, che estendevano l’interpretazione a quelle antenne necessarie a soddisfare le esigenze degli utenti inquilini o proprietari di uno stabile.
Questo volume che le diverse interpretazioni, circa la possibilità fisica nell’installazione dell’antenna, sia essa per ricevere le radiodiffusioni circolari, sia per i programmi televisivi da trasmettitori terrestri o da satellite, sia per il servizio di radioamatore, non possano che essere per il riconoscimento e la conferma di questo diritto, sia pure con le limitazioni ragionevoli, peraltro già previste anche nel diritto privato (Uso della cosa comune - Installazioni in vicinanza di zone militari o aeroportuali).
Dopo un breve excursus storico sullo sviluppo della radio e della funzione necessaria ed indispensabile dell’antenna, si esamineranno i problemi che nascono, nel concreto, quando l’utente privato si appresta ad installare un’antenna sul tetto o lastrico solare o parte comune in un condominio.
L’attività che più ha creato problemi di contenzioso sono state quelle relative al servizio di radioamatore, servizio che viene trattato in modo più esteso rispetto alle altre utenze e che ha comportato una ricerca minuziosa delle sentenze di ogni ordine e grado e di molti commenti ad esse relative.
Per inquadrare il momento storico nel quale sorge il “diritto all’antenna” viene esaminata la storia e l’evoluzione anche della dottrina, oltre che della giurisprudenza, nel settore delle radiocomunicazioni private.
Vengono esaminate, inoltre, le controversie nate a seguito della difesa del paesaggio ed ai problemi dell’elettrosmog, con la raccolta di alcune leggi regionali sull’argomento.
Un notevole numero di sentenze e massime costituiscono un’ampia raccolta di giurisprudenza di merito.
Il testo, scritto da un esperto del settore delle radiocomunicazioni, Mimmo Martinucci, è stato oggetto di una Tesi di Laurea presso l'università di Trento e costituisce un punto di riferimento indispensabile per i radioamatori e per gli studi legali per l'assistenza nelle liti che intorno all'argomento spesso sorgono.