Ascolta, fai, aggiusta, ripeti
Alessio Sacchi, IZ4EFN

Torno a scrivere ai Soci della nostra Associazione dopo alcuni mesi di attività a mio avviso molto proficua, sebbene silenziosa. D’altra parte, già a inizio mandato il Consiglio Direttivo aveva assegnato un “nome” a ciascuno degli anni davanti a noi: siamo partiti dai pochi mesi residui del 2025 (pianificazione) per giungere al 2026 (evoluzione), ora ampiamente avviato, prima delle celebrazioni del 2027 per il nostro centenario e chiudere infine con un’ulteriore verifica di quanto realizzato nel 2028.
Scrivo non solo per spirito di condivisione e trasparenza — come è giusto che sia — ma anche per dare seguito alle numerose raccomandazioni di «far sapere a tutti, perché non tutti immaginano tutto questo». È una frase che mi sento dire spesso dai Soci che mi contattano per un confronto, nonché dai colleghi che, in posizioni di responsabilità ai più diversi livelli, cercano di fare il proprio meglio per condurre le attività sul territorio.
Sovente ci si trova, effettivamente, a chiudere la “venticinquesima ora” della giornata completando qualche attività sospesa e pianificando la prossima, piuttosto che scrivendo e raccontando dell’Associazione... all’Associazione. Cercherò dunque di riassumere alcuni dei temi più importanti su cui si sta lavorando, per come li vedo dalla mia prospettiva, ringraziando chi quotidianamente interagisce fornendo punti di vista, spunti e necessità, piuttosto che affidarsi a canali di comunicazione a senso unico senza contribuire, nella sostanza, a nulla.
Questi mesi sono stati caratterizzati in primis da grande ascolto e analisi, da cui sono scaturite alcune azioni immediate e altre impostate per risultati a medio termine. È il caso del superamento delle sofferte modalità elettorali via posta: è iniziato un percorso concreto in collaborazione con il Collegio Sindacale, sempre nel rispetto dei ruoli, per garantire un’adeguata introduzione del voto elettronico. Questo servirà sia per la prossima tornata elettorale (l’ultima ci è costata quasi 20.000 euro), sia per i necessari adeguamenti statutari che da troppo tempo rimandiamo, con il rischio di rimanere sempre più “anomali” nello svolgere le nostre storiche attività.
La sperimentazione guidata dalla Segreteria Generale, orientata a una maggiore interazione in tempo reale con Sezioni e Comitati Regionali, è stata una preziosa occasione di ascolto. Ha consentito di verificare l’interesse verso questi strumenti e la loro adottabilità da parte degli utenti (ad oggi si contano 180 sezioni e 11 CR attivati, per un totale di 370 soggetti registrati e oltre 1300 accessi in 5 mesi: un ottimo risultato). Inoltre, ha costituito un canale fondamentale per raccogliere suggerimenti e casi d’uso in vista del rilascio di uno strumento più completo di gestione associativa condivisa, che andrà ad agevolare la gestione delle quote sociali e dei servizi erogati.
Oggi, ogni rinnovo viene processato manualmente riga per riga (parliamo di migliaia di transazioni al mese), introducendo possibili errori e inevitabili ritardi operativi. Attualmente le Sezioni svolgono la maggior parte del lavoro di raccolta in maniera disgiunta; con una corretta integrazione, questi dati diventeranno immediatamente disponibili per consultazione e gestione, garantendo a tutti i Soci una visibilità completa della propria posizione e riducendo disservizi. Questo progetto non può più aspettare e sarà oggetto di ampio lavoro nei prossimi mesi del 2026.
Un altro strumento recentemente introdotto, che ha permesso un’analisi dei processi e delle criticità aprendo la strada a una revisione delle interazioni con l’Associazione, è QTC (qtc.ari.it).
QTC è la piattaforma centralizzata per interagire con l’Associazione a livello nazionale in tutte le sue capacità operative. Risolve alcune criticità storiche, come l’informatizzazione del protocollo (finora manuale) di tutta la corrispondenza gestita da Soci, Comitati Regionali, enti e fornitori. Questo consente di restituire al personale tempo prezioso da dedicare ad altre attività associative, garantendo al contempo completezza e imparzialità.
Inoltre, migliora la collaborazione tra i vari attori: ogni richiesta può essere seguita nel suo iter e può essere lavorata e instradata tra più collaboratori, evitando inoltri di posta o appunti volanti che rischiano di perdersi senza dar seguito ad alcuna soluzione.
L’entusiasmo di utenti e operatori nell’adottare questa tecnologia, e la possibilità di unire tramite QTC anche tutti i collaboratori della costellazione dei servizi nazionali ARI, spiega l’evoluzione naturale che si sta delineando. Immaginate una richiesta tecnica — ad esempio relativa a un regolamento contest — che viene instradata direttamente verso il team ARI competente, agendo tutti sui medesimi strumenti concreti e condivisi. Una struttura associativa meno verticistica, più orizzontale, potenzialmente più collaborativa e aperta. Mi aspetto che possa anche costruire di più, proprio perché può parlarsi di più.
Giova ricordare, prima di precipitarsi alla tastiera, che queste iniziative sono sempre realizzate in continuità con il passato: ovvero complementano, non sostituiscono.
Credo sia ben visibile come, in questa fase, l’agenda di lavoro debba urgentemente solidificare le basi su cui poggia l’Associazione, rendendole al passo con i tempi e pronte per costruirvi sopra... il radiantismo.
Avrei voluto, infatti, parlarvi nel dettaglio del lavoro in corso con il MIMIT, della revisione dell’Allegato 26, di quando potremo avere i 1,5 kW come legal power, del lavoro per la classe N, del rinnovato successo della campagna nazionale per nuovi Radioamatori (altri 600 interessati da introdurre nei corsi sul territorio tramite i Comitati Regionali), del piano per far conoscere chi siamo anche su piattaforme con target diversi, delle nuove opportunità di collaborazione con il DPC, delle evoluzioni della Rete Zamberletti, del lavoro di public relations presso diversi enti pubblici, del rinnovo delle sperimentazioni frequenziali e di alcune idee concrete per festeggiare i nostri 100 anni, della nuova organizzazione del settore VHF e superiori.
Il lavoro che si sta facendo, l’interesse e la collaborazione che arrivano da ogni angolo dell’Associazione mi lasciano ben sperare: possiamo superare già quest’anno molti dei limiti operativi non più procrastinabili e mettere finalmente al centro la Radio.
È fatica. È un hobby. Lo si fa gratuitamente e a discapito di altro. Ricordiamocelo sempre.
Nel frattempo ci apprestiamo ad accogliere almeno un centinaio di nuovi Radioamatori già nei primi due mesi dell’anno, confermando il trend di crescita. Per citare una nostra collaboratrice: «mi sembra di essere tornata a quando sono stata assunta, che bello!».
Benvenuti alle nuove YL e ai nuovi OM, e buona radio a tutti!
* Presidente dell'ARI
