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L’8 aprile, alla soglia dei novant’anni e dopo aver affrontato con dignità la malattia, si è spento Graziano Sartori, I0SSH, Socio ARI dal lontano 1974. Definire Graziano non è semplice: la sua figura si compone di molteplici profili, tutti uniti da un tratto distintivo che lo faceva identificare da chiunque come un "signore d’altri tempi".
Sempre pronto a interpretare le necessità del cambiamento, Sartori ha servito l’Associazione per molti anni, prima come VicePresidente della Sezione di Roma e, successivamente, come Presidente Nazionale. Assunse la guida del Sodalizio in un periodo particolarmente complesso, con la nave associativa in acque procellose, governandola con la saggezza di chi mette al centro la figura del Socio sopra ogni logica di parte.
A differenza di chi viene ricordato per singoli traguardi tecnici, la traccia lasciata da Graziano ha il sapore di un lavoro accurato, metodico e incessante. A lui dobbiamo il RADAMATO, il primo database informatico strutturato del radiantismo italiano, nato in un'epoca in cui l'attenzione istituzionale verso il nostro mondo sembrava affievolirsi. Grazie al suo impegno, fu possibile ricucire relazioni sopite e guardare oltre le contrapposizioni tra fazioni, unendo una comunità spesso frammentata. Tra le sue grandi intuizioni spicca anche la proposta della Radiotelegrafia come patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO, segno di una visione che sapeva coniugare tradizione e futuro.
Eletto Presidente all'unanimità dal CDN del febbraio 2012, ricoprì anche il ruolo di Cassiere, mettendo a disposizione la sua competenza di dirigente bancario. La scomparsa di I0SSH non è solo la perdita di un ex Presidente, ma l’addio a un uomo che ha incarnato la politica associativa nella sua forma più nobile: quella del servizio.
In un’epoca dominata dal clamore e dall'arroganza, Sartori scelse la via della mitezza. Non una dote fragile, ma una fermezza garbata, capace di unire anziché dividere. La sua “buona politica” non viveva di annunci, ma di gesti concreti e vicinanza ai Soci. Chi ha collaborato con lui ne ricorderà lo stile sobrio e la rara capacità di tendere la mano anche a chi non condivideva le sue posizioni, insegnandoci che la dignità delle istituzioni si difende con l’esempio e non con la protervia. Anche per queste ragioni è stato un Presidente molto amato dai Soci.
Graziano ha attraversato la vita associativa in punta di piedi, eppure la sua presenza è stata così luminosa da lasciare un’impronta indelebile. Ci lascia una preziosa eredità: il senso della misura e la ricerca della verità, anche quando scomoda.
Grazie di tutto, Graziano, grazie di tutto, Presidente. Continuerai a ispirarci da quel luogo dove, prima o poi, ci ritroveremo tutti per altri QSO.
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