Il quinto elemento
Fino a quando decideremo noi?
Alberto Zagni, I2KBD

Nella seconda metà degli anni ’90 è uscito un film visionario intitolato Il quinto elemento. I quattro elementi classici – terra, acqua, aria e fuoco – rappresentano le forze materiali dell’universo. Il film sostiene che, da soli, non bastano a fermare il Male Assoluto: serve un quinto elemento che dia senso e armonia a tutto il resto (lascio al lettore scoprire quale!).
Nella mia vita sono stato molto fortunato a vivere e, in piccola parte, a contribuire alle quattro principali rivoluzioni tecnologiche legate alla conoscenza che hanno cambiato il modo di vivere di tutti noi.
La prima risale agli anni Settanta: con la realizzazione dei microprocessori nasce il Personal Computer (Calcolo Personale), che permette ai singoli individui di avere una capacità di elaborazione e di memorizzazione prima impensabili. Nel mondo nascono milioni di nuclei di calcolo e di informazioni distribuite, ma totalmente sconnessi.
La seconda rivoluzione è Internet, negli anni ’90 (La Rete). La conoscenza inizia a essere connessa, nascono i primi siti e l’individuo può attingere alle informazioni distribuite e interagire con esse. La difficoltà, però, è sapere dove si trovano queste informazioni. Nel 1995 appare la prima copia delle “Pagine Gialle di Internet”, un grosso volume con l’elenco dei siti ordinati per argomenti: un sistema di ricerca molto inefficiente, ma meglio che niente!
A metà degli anni Novanta nascono i motori di ricerca e, su tutti, Google (Ricerca e Indicizzazione). Finalmente le informazioni distribuite su milioni di nodi sparsi sul pianeta possono essere ritrovate in pochi secondi e rese disponibili a tutti. Come diceva una famosa pubblicità: «La potenza senza controllo è nulla». Ora abbiamo il controllo di questa enorme potenza.
Con i motori di ricerca non nasce una nuova rete, ma una nuova capacità: quella di dare ordine alla rete.
Arriviamo ora alla quarta rivoluzione, quella che stiamo vivendo in questo periodo storico. Avere informazioni quasi infinite rende la loro comprensione e la relativa integrazione molto difficili. Probabilmente la mente umana non è stata allenata a una sintesi e a un’integrazione di una massa così vasta di conoscenze; spesso le conclusioni che riusciamo a trarre sono parziali e poco integrate. Nasce l’Intelligenza Artificiale (Sintesi e Intelligenza).
Devo confessare che, all’inizio, ho guardato a questa nuova evoluzione con diffidenza e perplessità, pensandola più come una moda o una trovata di marketing. Dopo averla iniziata a usare mi sono dovuto ricredere: questo è il quarto tassello che mancava. Finalmente le informazioni reperibili tramite Google su Internet possono essere elaborate, integrate e sintetizzate con una profondità di analisi e di logica fino a oggi impensabili.
Se i motori di ricerca trovano tutto, l’IA mette il tutto in relazione e lo analizza con una profondità impressionante.
Per curiosità ho dato in pasto a un moderno sistema di Intelligenza Artificiale (ChatGPT) lo Statuto ARI, il Regolamento di Attuazione e i verbali degli ultimi cinque anni.
Per la prima volta nella storia dell’ARI, un sistema non umano ha potuto leggere ciò che siamo, non ciò che diciamo di essere. L’IA mi ha chiesto se avrebbe dovuto elencare le criticità, suggerire eventuali migliorie oppure scrivere una guida di supporto ai CR e alle Sezioni. Ovviamente ha tenuto conto anche delle consuetudini operative e si è letta gli editoriali su RadioRivista.
Un giorno qualcuno proporrà che una IA, avendo accesso a tutto lo storico dell’ARI, possa decidere meglio di un Consiglio eletto. Questo è molto interessante e qualcuno dirà che costituisce un bell’esercizio di logica, ma che comunque il CDN è gestito dai Consiglieri che i soci hanno eletto. Anche il mondo, bene o male, è gestito dai politici e dagli amministratori che tutti abbiamo scelto.
Ma fino a quando?
Quella che stiamo vivendo oggi è la quarta rivoluzione. Il quinto elemento, invece, è ancora solo all’orizzonte: un futuro in cui sistemi di IA potrebbero essere delegati a decisioni sempre più autonome, magari giustificate dal bene superiore dell’umanità e dalla nostra sopravvivenza.
Tutto questo sembra la trama avvincente di un film di fantascienza che, ovviamente, non può essere reale, e la supremazia dell’Homo sapiens non può essere messa in discussione.
Ma anche le altre quattro rivoluzioni sembravano fantascienza solo qualche decina di anni fa e oggi ci conviviamo senza battere ciglio.
Ma cosa c’entra tutto questo con la nostra attività? Nessuno può negare che la tecnologia dell’informazione e della comunicazione abbia profondamente cambiato anche il nostro mondo, e far finta di ignorarlo o di negare l’evoluzione è solo sciocco e miope.
Come tutte le tecnologie che cambieranno il nostro modo di vivere ed interagire devono però essere trattate con rispetto e intelligenza. Io credo che Internet non renda le persone più o meno intelligenti, ma funziona come un amplificatore delle doti che abbiamo in noi: chi è curioso e interessato alla conoscenza, lo diventerà ancora di più, mentre chi ha un orizzonte limitato della vita, si interesserà solo a cose piccole e sempre più di scarso valore.
Per l’IA vale ancora di più, chi si limiterà a consumare superficialmente e interagire con essa con domande futili e giochi verbali, non potrà cogliere l’opportunità che questa rivoluzione ci può offrire.
Magari, in un futuro prossimo, la riunione del CDN ARI potrebbe avvenire all’interno di un chip di silicio o di un computer quantico…
La scelta, per ora, è ancora nostra.
*Vice Presidente dell’ARI