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PostHeaderIcon L'Editoriale di aprile 2024

Generazione Futuro al lavoro

La formazione per aspiranti radioamatori
Paolo Cavicchioli, I5PVA*


Nel 2023 il CDN ha attivato il progetto Generazione Futuro, spinto dalla consapevolezza che nell’ARI ci sono moltissimi Soci dotati di conoscenze e capacità tali da renderli preziosi per il miglioramento dell’Associazione, e che riuscire a individuarli e a farli lavorare in un ambiente idoneo avrebbe portato a risultati rilevanti. Il CDN ha voluto quindi favorire la nascita di gruppi di lavoro finalizzati a migliorare specifici aspetti delle attività associative.

In sostanza, Generazione Futuro è un insieme di progetti rivolti a favorire il processo di reclutamento di nuovi radioamatori in ARI.


Va notato che il processo non termina col conseguimento della patente, ma comprende l’inserimento nelle Sezioni ARI, l’apprendimento di corrette pratiche operative, le molteplici attività formative che dovrebbero aver luogo nei primi anni di permanenza di un novizio nell’Associazione.

Nell’ambito di Generazione Futuro sono stati attivati, anche in maniera abbastanza spontanea, vari gruppi di lavoro, e quello di cui riferirò riguarda la formazione per aspiranti radioamatori.

Storicamente nell’ARI la formazione ha sempre avuto un ruolo importante e un gran numero di Sezioni, sia grandi che piccole, hanno realizzato, anno dopo anno, i corsi che hanno permesso a tutti noi di superare l’esame ministeriale.

In tempi più recenti, però, la cosiddetta “crisi delle vocazioni” ha ridotto notevolmente il numero di corsi tenuti sul territorio, spesso per l’impegno richiesto per la realizzazione di un corso rivolto a un numero ridotto di aspiranti.

Ad oggi, lo stato della formazione sul territorio nazionale è molto variegato, e se disegnassimo una mappa dell’Italia essa apparirebbe a macchie di leopardo, con alcuni territori in cui si sviluppa formazione di alta qualità, ma anche con zone in cui l’offerta formativa è assente. Si è voluto quindi iniziare a costruire un “Sistema formativo ARI” che copra il territorio in maniera più completa e organizzata.

Per raggiungere questo scopo, si è formato un gruppo di lavoro che inizialmente ha visto la partecipazione di persone provenienti da cinque regioni: Ivan Bosari (IZ2YJD) per la Lombardia, Andrea Nuzzi (IZ3WNH) e Claudio Maineri (IZ4COZ) per l’Emilia Romagna, Paolo Cavicchioli (I5PVA) per la Toscana, Francesco Fucelli (IK0XBX) per l’Umbria, Carmelo Caruso (IW9CTJ) e Nuccio Rizzo (IT9RYJ) per la Sicilia.

I partecipanti al gruppo di lavoro sono uniti da un’esperienza comune, l’aver contribuito alla nascita di corsi cosiddetti “regionali”, ovvero corsi in cui:

  • si copre totalmente il territorio di un’intera regione, mediante l’azione coordinata di un certo numero di Sezioni, oppure mediante un corso realizzato dal Comitato Regionale;
  • si lavora con un numero di partecipanti relativamente elevato (tipicamente da 50 a 150);
  • si ricercano i partecipanti anche tramite metodi attivi, non limitandosi al tradizionale “aspettiamo che si presentino”;
  • si usano lezioni telematiche che consentano anche l’inclusione di persone svantaggiate o che abitano in zone lontane rispetto alla sede della Sezione più vicina;
  • non si sostituiscono i corsi tenuti dalle Sezioni, ma si lavora in sinergia con essi.

Naturalmente la realizzazione di un corso regionale richiede, rispetto a un corso tradizionale in aula, una serie di accorgimenti nei metodi didattici, nei test di verifica, nella gestione delle presenze e dei materiali, nell’infrastruttura tecnologica, ma questi aspetti possono essere facilmente risolti da una buona progettazione.

Va anche data molta attenzione all’accoglienza degli aspiranti radioamatori nell’Associazione, che deve avvenire fin dal primo giorno del corso e nella quale le Sezioni giocano un ruolo fondamentale, ad esempio fornendo spazi d’incontro fisico e tutor che ne supportino il percorso di apprendimento e li coinvolgano nella vita di Sezione.

Il nostro gruppo di lavoro ha trovato, nell’ambito di Generazione Futuro, un luogo ottimale in cui lavorare. L’infrastruttura tecnologica (gruppo e canali Telegram, sistemi di videoconferenza) e, soprattutto, il clima che si è creato fin da subito, hanno reso possibile una realtà che, a mia memoria, in ARI non si era mai vista: lo scambio di idee e il confronto tra persone di regioni ed esperienze diverse, il tutto finalizzato a un obiettivo comune.

L’obiettivo del nostro gruppo appariva gigantesco, e all’inizio dell’attività ci siamo dati un piano di lavoro triennale, immaginando che il 2023 fosse l’anno di avvio e di studio della situazione attuale, il 2024 l’anno della sperimentazione, il 2025 l’anno in cui consolidare un sistema formativo ARI che copra tutto il territorio nazionale.

Nei primi mesi di lavoro abbiamo:

  • creato su Google Drive un repertorio condiviso di materiale didattico;
  • definito degli schemi del processo formativo, dei programmi, dei processi di lavoro;
  • progettato e realizzato una rilevazione sullo stato della formazione, a cui hanno risposto 13 Comitati Regionali e 94 Sezioni, che ci ha dato un quadro molto interessante della situazione attuale, e che presenteremo ai Comitati Regionali e alle Sezioni;
  • iniziato a diffondere le nostre esperienze, con l’intento di favorire la nascita di altri corsi regionali.

Tutto ciò è stato reso possibile anche grazie al sostegno del CDN e, in particolare, della Segreteria Generale.

Durante i primi mesi di lavoro sono accadute molte cose che ci hanno dato grande soddisfazione, e menziono le due principali:

  • al gruppo di lavoro iniziale si sono affiancati molti altri soggetti, ad esempio esperti di formazione di varie Sezioni e referenti di Comitati Regionali, che hanno consentito di allargare la nostra base di esperienze;
  • alcuni Comitati Regionali si sono mostrati sensibili sin da subito all’opportunità di organizzare un corso regionale: all’inizio del 2024 il CR Lazio ha avviato il suo primo corso sperimentale, e altri due CR stanno lavorando sull’argomento.

In conclusione, l’attività fin qui svolta ha messo in evidenza che in questo momento esiste un bisogno formativo che l’attuale formazione offerta dall’ARI non riesce a soddisfare. Il bisogno formativo è in parte esplicito (ad esempio, gli aspiranti radioamatori che contattano le Sezioni), ma in gran parte implicito o latente (ad esempio, persone con una base di conoscenza tecnica, che tuttavia non conoscono il mondo della radio). Stiamo quindi lavorando su due fronti: da un lato, avere una conoscenza migliore e più oggettiva del bisogno formativo, dall’altro, potenziare il sistema formativo ARI per metterlo in grado d’intercettare e soddisfare tale bisogno.

Questa iniziativa va nella direzione di affiancarsi a quelle realtà che già operano con successo sul territorio, con l’obiettivo di coprire tutto il fabbisogno dove invece la formazione non è disponibile, ed eventualmente fornire ulteriori strumenti e visibilità a chi già si adopera.

L’obiettivo finale è di arrivare a un circuito formativo che lavori in rete, che sia certificato e di qualità, a disposizione di tutti i soggetti ARI che vorranno aderire nell’erogare formazione pre e post licenza, e che dia l’opportunità di diventare radioamatore a chiunque, quali che siano le sue conoscenze iniziali e il suo luogo di residenza.

*In rappresentanza del Team Formazione di Generazione Futuro