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PostHeaderIcon L'Editoriale di Gennaio 2021

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ARI: sempre al servizio dei Soci
di Vincenzo Favata, IT9IZY


In questo periodo di restrizioni imposte dai protocolli sanitari per il contenimento della pandemia da Covid-19, per superare il disagio provocato dalle limitazioni dei movimenti delle persone sul territorio, da qualche mese  immagino - forse inconsciamente - con una certa frequenza, di trovarmi  davanti ai cancelli di una  grande “Mostra del Radioamatore” una delle più importanti d’Italia; un pensiero che scalda il cuore a chi, come me, ha una grande passione per la radio e il mondo del radiantismo.

Dopo l’esaurimento delle ondate pandemiche, le fiere radioamatoriali e la ripartenza di tutte le attività saranno una realtà che consentirà la realizzazione di desideri - come quello sopra citato - che credo siano ricorrenti nella mente dei radioamatori.

L’attuale stato delle cose e le richieste pervenute dalla base hanno dato modo di verificare che la nostra Associazione ha riscoperto i valori della solidarietà (per altro mai sopiti) e della competenza posta esclusivamente al servizio degli altri.



La crisi provocata dalla pandemia ci ha fatto comprendere cosa conta davvero: i fatti e la scienza contano, il rispetto della legge conta e contano i buoni amministratori capaci ed onesti, che sono in grado di unire invece che dividere e che operano sempre nella perfetta trasparenza.


Nell’attesa dell’auspicata riapertura, possiamo sin da subito ribadire alcuni punti fermi che consentiranno una ripartenza sicura nel solco della continuità e della tradizione della nostra prestigiosa ARI.

Come ho già scritto, abbiamo la possibilità concreta di progettare un'Associazione più resiliente, più moderna; per far ciò è necessario lavorare insieme, in tutti i settori della nostra Associazione, per apportare le necessarie innovazioni che il progresso e la tecnologia  impongono.

Le sopravvenienze innovative, comprese quelle legislative, non devono preoccuparci, posto  che vi sono alcuni punti che non possono e non devono essere superati come, ad esempio, la trasformazione dell’ARI in una entità nuova, disancorata dal passato, che obbedisce ad esigenze diverse legate ad attività che non siano quelle tipicamente radioamatoriali.

Sulla questione, senza arzigogoli ed in ossequio alla trasparenza, desidero puntualizzare che per le radiocomunicazioni sussidiarie di emergenza in seno alla Protezione Civile - tema  allo stato particolarmente caldo, stante il recente intervento legislativo Statale in materia di volontariato  (teso ad un controllo più stringente degli enti no-profit) - vedo un futuro associativo rivolto  comunque verso il contesto sociale, libero da vincoli e restrizioni centralizzanti  ed in tal senso mi sono espresso in editoriali e video esplicativi.

Di recente è stato intensificato il dialogo con le Sezioni ed i Comitati Regionali grazie all’utilizzo diffuso, stante le restrizioni pandemiche, delle videocomunicazioni rese possibili da una  rete telematica ormai utilizzata con semplicità da tutti  e con costi accessibili.

In questa sede per dar forza e valore all’unità associativa, mi piace anche ricordare che i Comitati Regionali e le Sezioni sono nati, così come testualmente recita lo Statuto: “Per provvedere al raggruppamento dei Soci in sede periferica, possono essere costituite Sezioni ARI (aggiungo facenti parte dell’unica Associazione con sede legale in Milano, Via Scarlatti, 30) secondo quanto previsto dall’art. 52 del presente Statuto..... Le Sezioni fanno capo al Comitato Regionale costituito nella Regione in cui esse hanno sede....”.

Pertanto, nell’ottica di lavorare esclusivamente per essere al servizio dei Soci,  per i quali  si investono le risorse, si realizzano progetti, ed è profuso ogni sforzo possibile, ritengo doveroso ringraziare singolarmente ogni Socio per l’affetto duraturo dimostrato, ancora una volta, verso il sodalizio.

Quindi, grazie Soci, grazie Sezioni, grazie Comitati Regionali, auguri a tutti Voi per un migliore 2021.

 * Presidente dell'ARI