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L'Editoriale di novembre 2025
Sperimentare sempre,
anche con il Software
Gianluca Mazzini, IK4LZH

Mi emoziona rileggere chi siamo. E il comma 1 dell’articolo 134 del Codice delle Comunicazioni lo spiega fantasticamente. Espletiamo un Servizio. Esclusivamente su mezzo radioelettrico. Per istruzione individuale. Per intercomunicazione. Per studio tecnico. A titolo personale. Senza interessi economici.
Un invito a studiare. Sempre e comunque. Per sperimentare intrepide soluzioni, nuove e vecchie. Con lo scopo di apprendere qualcosa di nuovo. È un’attività che non ha un inizio e una fine, perché la sperimentazione è continua, il miglioramento è continuo, la prova è continua. Hai terminato il tuo shack? Hai terminato il tuo impianto di antenna? No. Mai. L’ho migliorato. L’ho cambiato. L’ho peggiorato. L’ho modificato. L’ho rifatto. E la volta prossima che mi vieni a trovare sarà diverso.
E c’è sempre spazio. Perché quello che a volte si fa con il saldatore, altre volte si fa programmando l’hardware. Un programma, in fondo, è un saldatore virtuale, che cambia il circuito e lo specializza alla tua volontà. Costa molto meno ed è più veloce. Necessità di tante prove. È sempre sbagliato alla prima stesura. Si rompe nel tempo. Ogni volta che lo riguardi non ti piace e lo cambi. Ognuno lo scrive come vuole. Io mi ostino a indentare diversamente da te. È il mio stile. È il mio tasto. E riconosco gli amici che scrivono codice. Quando scriviamo assieme. Il software defined radio è un esempio. Un software che demodula un segnale digitale è un altro esempio. Una codifica di sorgente per comprimere l’informazione è affascinante. Ma lo è forse di più una codifica di canale per proteggere l’informazione da rumore e interferenze. Oppure un software che introduce un meccanismo di handshaking permettendo di avere l’informazione corretta a destinazione.
Un programma gestionale non c’entra nulla? Me lo chiedo spesso. Facendo tutt’altro. E non è vero. Se il gestionale aiuta la tua attività, è fondamentale. Se il gestionale migliora la tua attività. Se il gestionale ti crea tempo per fare altro. Se il gestionale ha aspetti complessi che stimolano. Se il gestionale ti invita a soluzioni che riuserai in altri contesti. Il bello è sempre apprendere e studiare. E anche se l’ambito non è quello originale del nostro servizio, poi lo diventa. Ritorna l’istruzione individuale. Ritorna lo studio tecnico.
In questa ottica, dopo aver alternato anni di software sulle codifiche e sistemi complessi, mi diletto ora in ARI a sperimentare piccoli software gestionali. L’idea: rendere più semplice l’accesso alle informazioni. La filiera: rendere immediate le risposte e liberare tempo Segreteria. La condivisione: nativa, implementando i suggerimenti che arrivano. La grafica: minimale, perché il nerd che è in me non ne è capace. La sicurezza: presente e pensata, dall’origine.
E così parte la sperimentazione 1. Dare alla Sezioni la lista delle informazioni dei loro Soci, che sono Soci ARI, presenti negli archivi nazionali. Stiamo per compiere cento anni. Abbiamo oltre 12000 Soci. Di dati ne abbiamo tanti. Per non toccare troppo l’esistente, esportiamo tutto quello che si può in un nuovo database. Un domani andremo verso un interfacciamento nativo. I dati vanno verso i Presidenti, i Segretari, i Tesorieri, e in generale i CD delle Sezioni. I Soci sono attivi se hanno pagato l’anno in corso. Rimangono però Soci se non lo hanno pagato per un anno. Poi abbiamo i familiari, con nuclei anche numerosi. Poi abbiamo gli Junior. Infine, il Radio Club. E ovviamente i Top Honor Roll che sono Soci a vita. In questa sperimentazione, tutti questi dati sono consultabili a schermo. Ma si può anche fare il download di un CSV per rielaborazioni o importazioni.
Mi è parso stimolante lavorare sull’accesso dell’utente. Ho evitato SPID per due motivi. Il primo è la difficoltà di integrazione per soggetti non pubblici. Il secondo è la sua prossima sostituzione con la Carta d’Identità Elettronica. Ho preferito divertirmi sviluppando un sistema alternativo, basato su riconoscimento indiretto con dispositivo personale. Sono partito dal presuppposto che tutti abbiamo Whatsapp. L’idea, implementata in 10 righe di codice, è che ogni utente si identifichi con numero Sezione, cellulare e mediante una One Time Password (OTP). La OTP, di 5 cifre, la invia l’utente via Whatsapp a un numero predefinito. Tale numero, noto ai sistemi di Whatsapp, quando riceve il messaggio lo invia a un server. Il server controlla la coppia numero mittente e OTP, entro un tempo dato. Semplicissimo.
Rispetto ad altre soluzioni la parte innovativa è che si copia l’OTP da web a cellulare, e non viceversa, come avviene di solito. La sicurezza risiede nell’uso del proprio cellulare, che è universalmente considerato dispositivo personale. L’uso di Whatsapp quale identificatore non è nuovo, lo usa ad esempio PayPal. La peculiarità qui è che si va da web a cellulare. Volendo si può facilmente implementare lo stesso meccanismo su Telegram o via SMS. Anche lasciando più soluzioni in parallelo. Per ora ho preferito Whatsapp perché ha tre miliardi di utenti nel mondo e 36 milioni in Italia. La direzione web verso cellulare è gratis, sempre, per ARI. Il che non guasta. Ed è gratis anche per l’utente.
Interessanti i dati. In tre settimane, se escludiamo me, abbiamo oltre 140 utenti registrati e 150 accessi. Due effetti positivi: abbiamo liberato persone della Segreteria consentendo loro di fare altre attività, e stiamo fornendo alle Sezioni un servizio immediato rispetto alla richiesta.
La sperimentazione 2 è arrivata dopo una settimana dalla sperimentazione 1, su richiesta dei Comitati Regionali (CR). Si tratta di accedere alle liste dei Soci di tutte le Sezioni di un CR. I dati forniti sono minori, in quanto ai CR interessano minori informazioni, ad esempio quanti sono gli iscritti e quanti i votanti. Anche in questo caso viene fornito anche un CSV. La lista riguarda tutte le Sezioni afferenti al CR. Anche su questo c’è stato un ottimo seguito, con 15 abilitati e 15 accessi. Considerate che i CR sono pochi, uno per Regione appunto.
La sperimentazione 3 è sulla riconciliazione quote. Ogni anno la Segreteria impiega molto tempo a verificare le iscrizioni fatte presso le Sezioni, analizzando pagamenti, servizi e status di ogni Socio. Abbiamo poi sempre qualcuno che dona (grazieee!), anche solo per fare cifra tonda. Abbiamo varie opzioni sul Bureau. L’idea è che quando il Socio paga alla Sezione, la Sezione deve avere un modo semplice per indicare all’ARI nazionale chi ha pagato e cosa. E trasferire il denaro consentendo una velocissima riconciliazione. Il sistema genera un codice di 8 cifre, da indicare nella causale. La segreteria con quel codice recupera tutti i dati. Senza errori. Semplice. Immediato. Per le quote 2026 lo proviamo. Sono il 70% i Soci che pagano via Sezione.
Alle prossime sperimentazioni. Sempre cercando di divertirsi. Di fare qualcosa che serva. E che sia nuovo.
*Segretario Generale dell’ARI