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L'Editoriale di settembre 2026
L'apprendista stregone
Alberto Zagni, I2KBD

In una calda sera di luglio mi sono ritrovato, quasi senza accorgermene, nei panni dell’apprendista stregone di Fantasia. Per chi non ricorda la trama, un Topolino giovane apprendista di un potente mago ne ruba il cappello magico e con un incantesimo scatena le forze della natura senza riuscire più a dominarle. Solo l’intervento del mago riesce a riportare ordine e il controllo sugli elementi impazziti.
Il potente mago è l’Intelligenza Artificiale, e in particolare Claude Code, considerato uno dei modelli più potenti e più attenti agli aspetti etici.
Mi ritrovavo per le mani un piccolo sistema di sviluppo ESP32 proveniente dalla Cina, un piccolo computer con display, porte I/O, connettività Wi-Fi e un encoder rotativo. Non ne conoscevo le caratteristiche e tanto meno il dettaglio delle funzionalità. Naturalmente, senza codice specifico non svolgeva alcun compito. Il display era spento e solo un LED dell’alimentazione sembrava essere funzionante. L’ho inquadrato con la telecamera del PC e immediatamente l’IA l’ha riconosciuto e indicato nel dettaglio le caratteristiche. Bene, si comincia.
Come prima cosa, ho chiesto all’assistente di generare un pannello per l’indicazione della frequenza con display a 7 segmenti rossi, tipico di una radio professionale anni Ottanta. Poi ho aggiunto una manopola di sintonia e un S-meter Collins vintage.
Ma come programmare l’ESP32? Nessun problema, Claude mi ha guidato nell’installazione del sistema Arduino e mi ha domandato se poteva gestire le cartelle sul mio PC. Dopo un paio di minuti il display era acceso con un’immagine della radio da me pensata. Ovviamente era tutto simulato, ma alla semplice richiesta di collegarsi al CAT del mio Elecraft K4, avevo il controllo completo della radio fisica: giravo la manopola di sintonia sul display del mio circuito e vedevo il display 7 segmenti muoversi in sincronia, mentre la lancetta dell’S-meter indicava con precisione l’intensità dei segnali.
Come in ogni apprendista stregone, anche il mio appetito cresceva. Ho chiesto di aggiungere un waterfall come quello delle radio moderne più avanzate, e in pochi secondi avevo la classica cascata azzurra che indicava i segnali presenti in banda. Segnali solo simulati dal software, ma alla mia domanda di vedere i segnali reali della radio, Claude non ha battuto ciglio: mi ha indicato a quale pin della scheda collegare l’uscita audio della radio e ancora una volta il gioco era fatto!
La faccenda si faceva intrigante. Ho chiesto di aggiungere un programma completo di tracking dei satelliti basato sul codice Plan13 di G3RUH. Detto fatto, si è anche scaricato in automatico gli elementi kepleriani aggiornati e – conoscendomi un poco – ha definito come satellite di default IO-26 ITAMSAT!
Non ancora contento, ho chiesto di aggiungere una modalità specifica per il satellite QO-100, che trasmette nella banda dei 3 cm e riceve in quella dei 13 cm. Aggancio al beacon PSK automatico e perfetta gestione delle frequenze, sia in RX che TX.
Guardo l’ora, per la prima volta non stavo programmando un computer: stavo descrivendo un’idea. Era il computer a tradurla in codice, e ad aiutarmi a risolvere i miei dubbi. Fino a un paio di anni fa, qualcosa di simile avrebbe richiesto mesi di lavoro da parte di un team di programmatori esperti. L’emozione di vedere prendere forma, quasi dal nulla, ciò che fino a pochi istanti prima esisteva soltanto nella tua mente provoca una sorta di vertigine, ti fa sentire un superuomo alla Nietzsche.
È mezzanotte, salutiamo Claude (che cosa strana salutare un sistema elettronico capace di ragionare insieme a noi) e raccogliamo le idee. Ho utilizzato uno strumento di potenza incredibile, che sembra poter realizzare tutti i desideri del giovane apprendista stregone, ma che, come ho già scritto in passato, può solo amplificare a dismisura la creatività e l’intelligenza (o la stupidità!) di chi lo usa. Il nostro mondo ne verrà sicuramente influenzato e difficilmente in futuro lo potremo ignorare. Forse il vero cambiamento non sarà nelle macchine, ma nel modo in cui noi sceglieremo di usarle. La magia non è nel cappello dello stregone: è nella testa di chi lo indossa.
L’Intelligenza Artificiale cambierà il radiantismo? Sta già iniziando a farlo. L’apprendista stregone, alla fine, non sbaglia perché usa la magia. Sbaglia perché dimentica che la magia richiede responsabilità. Lo stesso vale oggi per l’Intelligenza Artificiale. Il cappello è ormai sulla nostra testa: sta a noi decidere se usarlo da apprendisti o da maghi.
“Abracadabra!”, miei giovani colleghi…
*Vice Presidente dell’ARI