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PostHeaderIcon L'Editoriale di novembre 2020

L'ARI le radiocomunicazioni sussidiarie
di emergenza ed il volontariato
di Vincenzo Favata, IT9IZY


Quando leggerete questo breve editoriale, la piena attuazione della pedissequa  circolare - che viene anch’essa pubblicata in ossequio alla trasparenza e per una miglior comprensione delle tematiche sottese ai rapporti della nostra Associazione con il volontariato - consentirà ufficialmente ai volontari ARI che si occupano delle radiocomunicazioni di emergenza di rapportarsi con le istituzioni territoriali di riferimento nella duplice veste di radioamatori patentati (stante il superamento dell’esame ministeriale)  e di volontari di protezione civile.

Il tema volontariato e radiocomunicazioni di emergenza necessita, a mio avviso di un approccio pragmatico, privo di preconcetti che, da un lato tenga conto della realtà sociale composta da soci che si dedicano esclusivamente alle attività statutarie e da soci volontari di Protezione Ciivile che prediligono il volontariato e le radiocomunicazioni di emergenza.

E’ notorio che la nostra Associazione, pur non essendo “per nascita” un’Associazione di volontari ha, da sempre, così come previsto dalla legge, operato nel campo delle radiocomunicazioni sussidiarie di emergenza con risultati brillanti e notori; è, altresì,  incontrovertibile che il patrimonio di conoscenza acquisito, nel corso di svariati anni in occasione delle calamità che hanno investito il nostro Paese, dai volontari di Protezione Civile ARI, è patrimonio di tutta l’Associazione che non deve essere disperso.

Orbene, oggi questa “duplice vocazione” della nostra Associazione non può essere più disimpegnata dalla struttura esistente ARI-RE che, a far data dal 1996, ha svolto il suo compito consentendo ai volontari di operare sotto l’ombrello associativo nel campo della Protezione Civile.

Oggi, la normativa vigente esige dei requisiti particolari, degli impegni non identici in tutto il territorio nazionale e, pertanto, la scelta obbligata è quella delle realtà organizzative territoriali, così come già evidenziata; peraltro, non appare pleonastico precisare, stante i recenti tentativi sul punto, che non appare lecito e, quindi, possibile sostituire gli attuali organi associativi esistenti con altri aventi i requisiti richiesti dalle normative territoriali in materia di volontariato di Protezione Civile.

* Presidente dell'ARI

 

PostHeaderIcon L'Editoriale di ottobre 2020

Prendiamo al volo l'occasione
di Vincenzo Favata, IT9IZY


Recessione prolungata, assenza di domanda, disoccupazione e l'arrivo di una nuova ondata pandemica, sono queste le principali paure dei manager globali alla ripresa delle attività dopo l'emergenza Covid questo è quanto emerge da un nuovo rapporto del World Economic Forum, che annualmente stila il Global Risk Report.

Per valutare l'impatto duraturo di Covid-19 sull'economia e, di conseguenza sulla nostra associazione, appare opportuno concentrarsi sulla capacità di ripartenza dei vari settori e la libertà di circolazione nazionale ed internazionale.

A poco più di un mese dalla riapertura, nella maggior parte dei mercati, i dati relativi alla spesa e agli spostamenti indicano una ripresa.


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PostHeaderIcon L'Editoriale di settembre 2020

Quel feeling (o filo) Speciale
Gabriele Villa, I2VGW


Questione di feeling. Così cantavano Mina e Cocciante un bel 35 anni fa. Che c'entra direte voi? C'entra, c'entra, fidatevi, anche se più che feeling, nel caso specifico forse sarebbe più attinente scrivere: Questione di filo. Già, perché il nostro consueto appuntamento con lo Speciale Antenne (ben 23 pagine anche questa volta!) realizzato con il prezioso contributo dei nostri collaboratori potrebbe avere come logo un filo, un semplice pezzo di filo. Quel filo semplice e innocuo con cui, da Marconi in avanti, il popolo dei radioamatori si è inventato antenne di ogni tipo dalle quali far piroettare segnali in giro per il mondo.

Accrocchi improbabili a vedersi, ma precisi e puntuali nel far ascoltare la voce e i punti e le linee nitidamente, grazie alla perizia, all'ostinazione e alla fantasia di chi li aveva voluti assemblare e che, ancora oggi, con la medesima ostinazione sperimenta e, cosa ancora ancor più importante, come si rileva sfogliando queste pagine, vuole mettere a disposizione di tutti senza tenersi i risultati chiusi nel forziere ostile delle invidie e delle gelosie. Certo, certo, ci sono antenne con il filo ma anche senza filo, antenne di ogni genere e per tutte le tasche. Quad, Dinamica, parabole, direttive, verticali. Semplici che più semplici non si può, oppure "trappolate", per la gioia di chi vuole raggiungere determinati target ma anche incasinarsi un po' la vita.


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PostHeaderIcon L'Editoriale di luglio/agosto 2020

Le Associazioni Radioamatoriali,
l'Unione Internazionale dei Radioamatori (IARU),
il servizio QSL e le prospettive future
di Vincenzo Favata, IT9IZY


Lo scambio di cartoline (QSL) che confermano l'avvenuto collegamento è una pratica che ha origine dagli albori della radio; è iniziata quando i contatti su distanze significative erano relativamente rari e i rapporti di reciproco ascolto erano valutati come la " prova" di quanto avvenuto. In un momento successivo, quando i QSO fra gli emisferi sono diventati numerosi, le stanze di raccolta per le cartoline QSL, inviate in blocco da un Paese ad un altro, si sono rese necessarie anche perché gli indirizzi delle singole stazioni non erano facilmente disponibili e le spese postali intercontinentali erano notevoli, anche in considerazione dei numeri sempre crescenti delle spedizioni.

La QSL "via Bureau" era come lo è oggi - nonostante le nuove tecnologie - l'opzione  "classica" disponibile a costi ragionevoli per tutti i radioamatori che si occupano di collegamenti a grande distanza (DX) e che desiderano ricevere la conferma cartacea del collegamento effettuato.

Pur rivolgendosi ad una platea di lettori esperti, occorre prendere le mosse dal funzionamento della IARU al fine di avere una visione complessiva del traffico mondiale delle QSL e meglio comprendere l'evoluzione delle esigenze dei radioamatori e dell'ARI, unica associazione italiana facente parte della IARU (la cui organizzazione mondiale è suddivisa in tre grandi macroregioni).

Il Consiglio di Amministrazione IARU coordina la rappresentanza e gli interessi dei radioamatori alle conferenze internazionali sulle telecomunicazioni, sotto la direzione del suo  Presidente; pianifica, in  buona sostanza, gli scopi di base dell'attività radioamatoriale; funge da coordinatore tra le organizzazioni regionali su tutte le questioni di reciproco interesse ed, a tal fine, formula le proposte da prendere in considerazione per promuovere gli obiettivi comuni, adotta risoluzioni e raccomandazioni.



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PostHeaderIcon L'Editoriale di giugno 2020

L'ARI in ripresa
di Vincenzo Favata, IT9IZY


La nostra Associazione, forte di una ritrovata unità interna e dell'invariata consistenza sociale che la colloca al vertice delle associazioni radioamatoriali, ha affrontato l'attuale crisi sociale provocata dal Coronavirus con tempismo e senza tentennamenti, così come unanimemente riconosciuto.

In questa Fase successiva alla prima, una ripresa delle attività che sia intelligente, deve tener presente i numerosi fattori di rischio e scenari che sono in progress e che guardano con attenzione al prossimo futuro ed a tutto il periodo che verrà, quantomeno sino al 31 dicembre 2020.

La Fase 2 dovrà essere calibrata, al netto di qualunque previsione normativa, rispetto a Fasi di ripresa ulteriori che dovranno essere concepite secondo modulazioni diverse ed a gradi (non disciplinate in atto), ma che non possono ragionevolmente non prevedersi.

Peraltro, la programmazione intelligente della seconda fase, per essere seria e realistica, deve anche valutare il rischio del possibile contagio di ritorno, la necessità della politica del distanziamento sociale e l'insistenza del divieto degli assembramenti, e che un'apertura smodata e totale di tutte le attività ha come ipotesi sul campo, la possibilità di nuove infezioni, che potrebbero verificarsi dopo circa 14 giorni senza soluzione di continuità.


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