
- Notice
L'Editoriale di ottobre 2026
La radio, al centro
Alessio Sacchi, IZ4EFN

L’Assemblea Generale Ordinaria del 5 luglio ha rappresentato un momento importante per la nostra Associazione. È stata un’Assemblea nella quale abbiamo affrontato questioni economiche, organizzative e regolamentari che, in alcuni casi, affondano le loro radici in un passato ormai lontano. Il percorso di liquidazione di Ediradio, le criticità amministrative e la necessità di rendere più efficienti i processi associativi sono stati affrontati con l’obiettivo di chiudere definitivamente capitoli che hanno impegnato per troppo tempo energie e risorse.
I bilanci consuntivo 2025 e preventivo 2026 sono stati approvati dall’Assemblea con ampia maggioranza. È un passaggio importante, ma non può essere il punto di arrivo. È, piuttosto, il punto dal quale ripartire. Perché oggi abbiamo una priorità precisa, che gli stessi intervenuti ai lavori hanno sottolineato: la radio deve tornare al centro. Al centro delle nostre attività, delle nostre scelte, delle nostre risorse e delle nostre politiche associative.
Al centro deve esserci la diffusione della cultura radioamatoriale, la crescita delle Sezioni, la formazione, il coinvolgimento dei giovani, l’innovazione tecnica, la sperimentazione, la presenza dell’ARI nelle istituzioni e, soprattutto, la qualità dei servizi offerti ai nostri Soci. Il lavoro già avviato sulla formazione, sull’informatizzazione, sui rapporti con la Protezione Civile, sulla normativa e sulle attività per il centenario deve ora tradursi in risultati concreti.
Questo richiede anche un cambiamento di metodo. Un’organizzazione funziona quando esistono obiettivi chiari, responsabilità definite e fiducia reciproca. Trust e delega non significano minore trasparenza: significano mettere ciascuno nelle condizioni di svolgere bene il proprio compito, senza trasformare ogni attività in una continua esigenza di controllo, verifica o informazione preventiva. Se condividiamo gli obiettivi strategici e i valori dell’Associazione, dobbiamo giudicare il nostro lavoro soprattutto dai risultati che siamo capaci di produrre per l’ARI e per i suoi Soci.
Dobbiamo quindi lasciarci alle spalle polemiche, contrapposizioni e, soprattutto, ogni forma di spreco di energie e di risorse. L’Assemblea stessa ha raccolto l’invito a evitare attriti e a guardare all’interesse dell’ARI, valorizzando il patrimonio umano, culturale e tecnico del nostro mondo.
Da oggi dobbiamo essere capaci di misurare il nostro impegno con una domanda semplice: quanto di ciò che facciamo serve davvero alla radio e ai radioamatori? Se la risposta è positiva, andiamo avanti. Se non lo è, cambiamo direzione.
La radio è la nostra ragione di essere. Torniamo, tutti insieme, a metterla al centro.
* Presidente dell’ARI

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