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PostHeaderIcon La DXped a Bouvet, "un fallimento di successo"

La DXped a Bouvet, "un fallimento di successo"

La missione dell'Apollo 13 (aprile 1970) fu un clamoroso fallimento, perché non raggiunse la Luna poco ci mancò che l'equipaggio ci rimettesse le piume. Ma fu anche un memorabile successo, perché fra mille intoppi e pericoli di ogni sorta i tre astronauti riuscirono a rientrare sulla Terra sani e salvi. Per definire quell'epica vicenda che tenne il mondo con il fiato sospeso, la Nasa usò l'espressione «a successful failure». Lo stesso si può dire di 3Y0J, la controversa DXpedition a Bouvet che lo scorso febbraio ha suscitato acerrime discussioni e polemiche al calor bianco...


Articolo tratto da
RadioRivista 5/23 pagg. 27-29

 

PostHeaderIcon FT8WW e l'arte di fare buon viso a cattivo gioco

FT8WW e l'arte di fare buon viso a cattivo gioco

La copertina del 425 Magazine di gennaio riporta la scritta godspeed in calce alla fotografia del team 3Y0J in partenza per Bouvet. Il termine è un augurio di buon viaggio e buona fortuna, usato in ambito prevalentemente marinaresco, e sottintende il concetto "che Dio vi aiuti e ve la mandi buona". Ora, senza stare a scomodare l'Altissimo, è chiaro che qualcuno non gliel'ha mandata buona. Sono stati solo sfortunati, o hanno anche loro peccato di hybris, patendone le conseguenze? Svoltasi in formato ridotto fra mille difficoltà, tribolazioni, pericoli e - diciamolo pure - atti di eroismo, nel momento in cui scriviamo (14 febbraio) la spedizione ha chiuso i battenti da poche ore. In attesa di un resoconto ben circostanziato su quanto accaduto, è meglio sospendere ogni giudizio e limitarci a sperare che tutti i reduci di questa folle avventura portino a casa pelle, ossa e log, possibilmente intatte le prime e integri i secondi...


Articolo tratto da
RadioRivista 4/23 pagg. 17-20

 

PostHeaderIcon J28MD: La rivincita dei "modi umani" parte da Gibuti/2

J28MD: La rivincita dei "modi umani" parte da Gibuti/2

Comincia l'avventura

Dopo due voli molto tranquilli intervallati da lungo stop-over ad Addis Abeba per il caffè, il venerdì 28 in tarda mattinata arriviamo all'aeroporto internazionale di Djibouti.

Espletate con una certa rapidità le formalità legate al visto (precedentemente ottenuto come e-visa), arriviamo al momento tanto temuto: il passaggio dei nostri bagagli nello scanner della dogana. Agli ufficiali in servizio ai controlli casca il mondo addosso: essendo giorno di festa (il venerdì è l'equivalente della domenica nei Paesi musulmani), i doganieri già pregustavano di liberarsi rapidamente di quest'ultimo volo, chiudere lo scalo e andarsene a casa. Quando cominciano a vedere sfilare nei monitor sotto i loro occhi il contenuto delle valigie tecniche, cominciano concitate consultazioni nel dialetto locale, comprensibile ai nostri orecchi come l'arabo, ma ad un piacevole tono di diversi decibel più alto rispetto alla normale conversazione. Noi intanto ci guardiamo attorno, inutilmente speranzosi di vedere il nostro agente doganale e, nel contempo, cerchiamo di far evacuare dallo scalo quanti più bagagli possibile, prima dell'ormai inevitabile succedersi degli eventi.


Articolo tratto da
RadioRivista 3/23 pagg. 18-
25

 

PostHeaderIcon J28MD: La rivincita dei "modi umani" parte da Gibuti/1

J28MD: La rivincita dei "modi umani" parte da Gibuti/1

La pausa concessasi da Gabriele Villa I2VGW dopo una lunga serie ininterrotta di spedizioni, ha indotto il team leader Antonio "Ant" Cannataro IZ8CCW ad allargare lo staff organizzativo di questa nuova avventura MDXC, permettendomi di vivere il "dietro le quinte" di una spedizione DX.


Articolo tratto da
RadioRivista 2/23 pagg. 24-29

 

PostHeaderIcon Calma, sangue freddo e scongiuri: è in arrivo 3Y0J da Bouvet



Nella sua parte introduttiva, questo articolo riprende quanto ebbi a scrivere presentando 3Y0Z, la spedizione formato king-size che nel 2018 avrebbe dovuto sedare la nostra sete di QSO con l'Entità che si trovava - e a maggior ragione si trova tuttora - al secondo posto nella graduatoria dei Most Wanted DXCC, preceduta dalla sola Corea del Nord. Sappiamo tutti come andò a finire: fu «un fallimento di proporzioni epiche», parola di Ralph Fedor (K0IR), che di quella disgraziata impresa era stato uno degli organizzatori...


Articolo tratto da
RadioRivista 1/23 pagg. 12-17

 
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